328 6. Già cambiato spiritualmente, ma senza
lasciar nulla trapelare all'esterno, Francesco rinuncia a
recarsi nelle Puglie e si impegna a conformare la sua volontà
a quella divina. Si apparta un poco dal tumulto del mondo
e dalla mercatura, e cerca di custodire Gesù Cristo
nell'intimità del cuore. Come un mercante avveduto
sottrae allo sguardo degli scettici la perla trovata, e segretamente
si adopra a comprarla con la vendita di tutto il resto (Mt
13,45-46).
329 Vi era ad Assisi un giovane, che egli amava più
degli altri. Poiché era suo coetaneo e l'amicizia pienamente
condivisa lo invitava a confidargli i suoi segreti, Francesco
lo portava con sé in posti adatti al raccoglimento
dello spirito, rivelandogli di aver scoperto un tesoro grande
e prezioso. L'amico, esultante e incuriosito, accettava sempre
volentieri l'invito di accompagnarlo.
Alla periferia della città c'era una grotta, in cui
essi andavano sovente, parlando del «tesoro».
L'uomo di Dio, già santo per desiderio di esserlo,
vi entrava, lasciando fuori il compagno ad attendere, e, pieno
di nuovo insolito fervore, pregava il Padre suo in segreto
(Mt 6,6). Desiderava che nessuno sapesse quanto accadeva in
lui là dentro e, celando saggiamente a fin di bene
il meglio, solo a Dio affidava i suoi santi propositi. Supplicava
devotamente Dio eterno e vero di manifestargli la sua via
e di insegnargli a realizzare il suo volere. Si svolgeva in
lui una lotta tremenda, né poteva darsi pace finché
non avesse compiuto ciò che aveva deliberato. Mille
pensieri l'assalivano senza tregua e la loro insistenza lo
gettava nel turbamento e nella sofferenza.
Bruciava interiormente di fuoco divino, e non riusciva a dissimulare
il fervore della sua anima. Deplorava i suoi gravi peccati,
le offese fatte agli occhi della maestà divina. Le
vanità del passato o del presente non avevano per lui
più nessuna attrattiva, ma non si sentiva sicuro di
saper resistere a quelle future. Si comprende perciò
come, facendo ritorno al suo compagno, fosse tanto spossato
da apparire irriconoscibile.
330 7. Un giorno finalmente, dopo aver implorato
con tutto il cuore la misericordia divina, gli fu rivelato
dal Signore come doveva comportarsi. E fu ripieno di tanto
gaudio da non poterlo contenere e da lasciare, pur non volendo,
trasparire qualcosa agli uomini.
331 Il grande amore che gli invadeva l'anima
non gli permetteva ormai di tacere; tuttavia parlava in linguaggio
enigmatico: cercava di esprimersi con gli altri nello stesso
modo figurato con cui l'abbiamo visto discorrere con l'amico
preferito di un tesoro nascosto. Diceva di rinunciare a partire
per le Puglie, ma allo scopo di compiere magnanime imprese
nella sua patria. Gli amici pensavano che avesse deciso di
maritarsi e gli domandavano: «Vuoi forse prendere moglie,
Francesco?». Egli rispondeva: «Prenderò
la sposa più nobile e bella che abbiate mai vista,
superiore a tutte le altre in bellezza e sapienza».
E veramente sposa è la vera religione che egli abbracciò
(cf. Gc 1,27); e il Regno dei Cieli è il tesoro nascosto
(Mt 13,44) che egli cercò così ardentemente.
Bisognava davvero che si compisse pienamente la vocazione
evangelica in colui che doveva essere ministro fedele e autentico
del Vangelo (cf. Ef 3,7)!